Questa pagina è dedicata alle principali malattie e patologie di sauri e gechi in genere e eventualmente di alcune specie in particolare. Se avete bisogno di chiarimenti e/o consigli non esitate a contattarci!

 

Fondamentale, sempre, è osservare con attenzione l'animale all'acquisto (per quanto possibile) per capire se c’è qualche cosa nella sua salute che non va come dovrebbe. Bisognerà dunque controllare:

La presenza di uno o più segni sopra elencati richiede l’esecuzione di un attento esame clinico da parte di un veterinario specializzato in rettili e, nel caso in cui vi accorgiate di qualcosa prima di acquistare l'animale, vi consigliamo di evitare di comprarlo.

In ogni caso, è sempre consigliabile sottoporre l'animale appena acquistato a una visita veterinaria e un esame delle feci, necessario per valutare la presenza di eventuali parassiti, esterni o sopratutto interni, e per verificare il tipo di gestione cui è stato sottoposto fino a quel momento. 

 

Malattie e patologie principali

- Avvelenamenti e intossicazioni

Sauri e gechi sono particolarmente sensibili a sostanze tossiche volatili quali gli insetticidi (spray, piastrine, e liquidi per elettroemanatori, zampironi ecc.), le vernici contenenti solventi a base di toluolo e xilolo, la nicotina (fumo di sigaretta), gli spray lucidafoglie, le lacche per capelli, gli appretti utilizzati per stirare e i vapori “emessi” dalle pentole nuove antiaderenti in teflon che è quindi meglio non utilizzare nei locali di allevamento. Nel malaugurato caso di contatto con queste sostanze gli animali vanno immediatamente allontanati dalla fonte di intossicazione e, se imbrattati, lavati con acqua tiepida e sapone da bucato tipo Marsiglia con uno spazzolino da denti a setole morbide; molto consigliabile, al solito,è mettersi al più presto in contatto con il veterinario di fiducia. Anche gli insetti da pasto non devono essere impregnati di sostanze tossiche quali insetticidi, diserbanti e sostanze rilasciate dagli scarichi industriali, dalle autovetture, o dagli impianti di riscaldamento. Infine ricordiamo che il lattice emesso da alcune piante, come quello che fuoriesce spezzando dei rami di Ficus, è molto acido e può irritare la cute e gli occhi. In questo caso si consiglia di sciacquare le aree interessate (occhi compresi) con acqua tiepida e camomilla.

 

- Costipazioni gastrointestinali 

Se l’alimentazione è molto abbondante e/o eccessivamente ricca di parti dure (locuste e grilli adulti, coleotteri chitinosi, blatte ecc.) può insorgere una costipazione intestinale. E anche temperature di allevamento non ideali (troppo basse) possono impedire una normale digestione delle prede e rappresentare un fattore predisponente.

Nei soggetti ospitati in terrari contenenti sabbia,gusci di conchiglie sminuzzati, ghiaia e sassi di piccola granulometria, palline di argilla espansa, vermiculite, , piccoli pezzi di corteccia e altri materiali minuti si possono inoltre sviluppare gravi costipazioni talvolta accompagnate dal prolassorettale o cloacale che possono causare la morte dell'animale. Ben note sono le costipazioni letali, soprattutto a danno dei gechi leopardo, causate da substrati a base di carbonati di calcio appositamente venduti per l’allevamento dei rettili ed erroneamente ritenuti digeribili. Per prevenire le costipazioni da sabbia e altri substrati si consiglia di allevare i giovani su carta di quotidiano o da cucina e/o di mettere gli insetti da pasto in una ciotola facilmente accessibile, e di allevare gli adulti – se ospitati in un terrario biotopo – su sassi e pietre a margini lisci di una certa dimensione che andranno regolarmente puliti e i tanto in tanto rimossi, sterilizzati e parzialmente o totalmente rinnovati. L'animale costipato si presenta sofferente, senza appetito, a volte con l’addome aumentato di volume; frequentemente tenterà poi di vomitare. In questi casi è consigliabile recarsi da un veterinario esperto che provvederà ad eseguire un’accurata palpazione addominale e un esame radiografico, somministrandogli qualche goccia di olio di vasellina o di semi per via orale e dei clisteri o facendogli fare per qualche minuto 1 bagno tiepido; talvolta sarà costretto a intervenire chirurgicamente.

 

- Disecdisi (problemi di muta)

La disecdisi è legata a condizioni di umidità nella teca di allevamento non adeguate alla specie allevata. Consiste in una mancata sostituzione della vecchia epidermide che, rimanendo, può formare anelli in alcune regioni del corpo dell’animale, come le dita e la coda, che comprimendo i vasi sanguigni possono provocare la morte tissutale e la conseguente caduta della parte interessata, che si presenterà più piccola, raggrinzita e grigiastra. Se gli anelli di vecchia epidermide saranno riconosciuti bisognerà bagnarli per alcuni minuti prima di tentarne la delicata rimozione, per esempio con un bastoncino cotonato, in modo da reidratarli e renderli più morbidi.

 

- Distocie 

Le femmine di geco depongono poche uova per volta – a differenza delle femmine di Iguanidi, Agamidi, e Camaleonidi che possono invece arrivare a deporne fino a un centinaio in una sola volta – ma meno frequentemente rispetto a questi altri sauri, e talvolta hanno serie difficoltà nella deposizione (distocia). Il veterinario confermerà la distocia avvalendosi di una radiografia e deciderà se intervenire chirurgicamente o terapeuticamente utilizzando un integratore a base di calcio. Se una femmina dovesse morire prima della deposizione o del suo completamento, si consiglia di recuperare al più presto le uova e incubarle normalmente,anche se non ci sarà la certezza di avere la schiusa dei piccoli.

 

- Infezioni oculari 

Sono dovute ad abrasioni provocate da arredi taglienti o dalle parti dure e chitinose degli invertebrati da pasto (come la coppia degli arti posteriori dei grilli e cavallette), oppure dalle operazioni di pulizia che l’animale effettua dopo avere predato farfalle con molta polvere sulle ali (es. le forme adulte di Galleria mellonella, la camola del miele o della cera).

Queste patologie sono relativamente frequenti perché la presa degli insetti da pasto è spesso imprecisa; le prede hanno così la possibilità di muoversi a lungo provocando lesioni traumatiche ai loro occhi, che sono molto voluminosi. È indicato l’uso di pomate oftalmiche e colliri sotto il diretto controllo del veterinario.

 

- Infezioni respiratorie 

Sono legate al mantenimento degli animali in condizioni ambientali non adeguate per la specie allevata (ambienti troppo freddi o troppo caldi, con una ventilazione insufficiente, o con un’umidità non idonea) o conseguenti trasferimenti temporanei (per esempio possono manifestarsi dopo un lungo viaggio).

Se l'animale respira con difficoltà a bocca aperta, ha le narici crostose o emettenti del liquido muco-sieroso, ha la bava alla bocca e smette di mangiare (o si mostra inappetente), bisognerà  farlo visitare da un veterinario che lo sottoporrà a una terapia antibiotica appropriata, anche a mezzo di aerosol. Non sottovalutare mai questi sintomi, i quali, se non curati in tempo, possono portare all'inappetenza e quindi alla morte dell'animale.

 

- Lesioni traumatiche 

Le ferite da morso possono essere causate da altri animali allevati nel medesimo terrario, anche di sesso differente; tra le specie piuttosto aggressive e mordaci ricordiamo l’asiatico Gekko gecko (geko tokay) e molte specie africane di Phelsuma. Anche gli insetti da pasto, per esempio locuste e grilli adulti molto grandi rispetto alla taglia del predatore (poniamo un giovano geco di modeste dimensioni) possono aggredire il sauro e ferirlo. Attenzione anche a maneggiare l’animale sempre con estrema delicatezza, per esempio in occasione della pulizia delle teche di allevamento.

In ogni caso, in presenza di ferite o di abrasioni si consiglia di disinfettare le aree colpite con una soluzione a base di clorexidina digluconato (allo 0,5%) e di trasferire l’animale in un terrario di tipo semisterile (cioè senza un substrato di fondo granulare ma bensì con della carta assorbente), prima di instaurare una terapia antibatterica adeguata sotto il diretto controllo del veterinario o di provvedere a una sutura.

Per quanto riguardai gechi, rettili piuttosto leggeri, non sarà improbabile riscontrare lesioni anche serie (fratture, traumi cerebrali, paralisi, rotture della coda), talora causanti emorragie, pure in conseguenza di crolli di strutture all’interno della teca, oppure di tentativi di fuga. In seguito a incidenti di questo tipo è consigliabile prendere subito contatto con il veterinario.

 

- Malattia Ossea Metabolica (MOM) 

La MOM si può definire come un’alterazione del metabolismo di calcio, fosforo e vitamina D3 che porta un’alterata calcificazione ossea con conseguente rammollimento e rarefazione delle articolazioni, difficoltà nella deambulazione e nel mantenimento dell’equilibrio e insorgenza di deformazioni ossee. Più frequente nei soggetti giovani, è però riscontrabile anche negli esemplari aduldi, e pur essendo una patologia molto diffusa tra i sauri di allevamento appartenenti alle famiglie di Iguanidi, Agamidi e Camaleonidi, è invece meno frequente nella famiglia dei Gecconidi.

Tranne poche eccezioni (specie che si alimentano anche di linfa, polline e frutti), i sauri insettivori, e proprio la somministrazione di prede alimentate in modo scorretto e contenenti di conseguenza poco calcio e molto fosforo (il rapporto corretto tra i due minerali, negli invertebrati da pasto, dovrebbe essere di 2:1) può essere uno dei fattori che predispongono all’insorgenza della MOM, che genaralmente si manifesta con uno o più di questi segni clinici: riluttanza o difficoltà a muoversi, anoressia (mancanza di appetito) oppure osteodistrofia fibrosa (più comunemente conosciuta come “mandibola di gomma”), evidenziabile con deformazioni scheletriche (in genere dovute a fratture spontanee) a livello degli arti, della testa, del dorso (cifosi e scoliosi) e della coda. In modo da instaurare la migliore terapia farmacologica ed emettere una prognosi, il veterinario potrà comunque eseguire ulteriori accertamenti diagnostici (radiografie, esami del sangue ecc.).

Fondamentale in ogni caso,è controllare la gestione del rettile affetto da MOM correggendo la sua alimentazione, cibando nel miglior modo gli insetti da pasto, inserendo nel terrario una o più lampade emittenti raggi UVA e UVB per gli animali diurni (che andranno sostituite al massimo ogni sei mesi e posizionate a 20-25 cm di distanza dal dorso degli animali) e permettendo loro – sia alle specie diurne sia a quelle ad attività mista – di fare "bagni di sole" naturali, tutti i giorni, anche se la stagione non lo permette, senza l’interposizione di lastre di vetro o plexiglas.

 

- Malattie parassitarie 

Innanzitutto diciamo che, prima di eseguire qualsiasi trattamento antiparassitario e dopo una diagnosi certa, si dovrà controllare lo stato nutrizionale e di idratazione del soggetto, verificarne le condizioni di allevamento e, se necessario, migliorare le sue condizioni di vita. Ma vediamo quali sono i parassiti più comuni:

I coccidi sono protozoi evidenziabili da veterinario con un esame microscopico diretto delle feci o tramite lavaggio cloacale. Gli animali colpiti si possono presentare letargici, anoressici, deboli, magri e con feci molli, mucose e maleodoranti.

Anche i criptosporidi sono protozoi, ma non altrettanto facilmente identificabili tanto che, a volte, è possibile ottenere una diagnosi certa solo dopo la morte del soggetto. Gli animali colpiti da questi parassiti si presentano magri, poco vitali, con appetito capriccioso e, spesso, con l’addome dilatato; per quanto riguarda i gechi leopardo, girando delicatamente il geco e guardandolo in trasparenza è inoltre possibile vedere una grande macchia brunastra, al centro dell’addome,che altro non è che il fegato aumentato di volume. La terapia prevede la somministrazione di presidi antibatterici, come sulfamidici e trimethoprim, e di colostro iperimmune di bovino sotto il controllo del veterinario. L’infestazione da criptosporidi, anche perché è una potenziale zoonosi, è una patologia da non sottovalutare che può distruggere anche molti animali nell’arco di poche settimane.

I flagellati sono altri protozoi, comunemente riscontrabili dal veterinario negli strisci cloacali a fresco (cioè senza colorazione), che colpiscono gli animali magri, disidratati e con diarrea. L’animale malato dovrà essere trattato, sotto stretto controllo medico, con un farmaco a base di metronidazolo, effettuando la necessaria reidratazione prima della terapia.

I nematodi gastrointestinali sono invece vermi molto comuni negli animali di cattura e di recente importazione. In genere per parassitosi che provocano sono ben tollerate in natura, ma possono causare problemi (dimagrimento e diarrea) nei soggetti sottoposti a viaggi e  stress ripetuti. Una conseguente diminuzione delle difese immunitarie può a morte il soggetto colpito nell’arco di poche settimane: per questa ragione si consiglia sempre di far effettuare un esame microscopico delle feci ai soggetti appena acquistati o scambiati. Il trattamento di elezione per questi tipo di parassitosi è a base di fenbendazolo, che deve essere prescritto e dosato opportunamente.

Gli ectoparassiti come acari e zecche, infine, non sono così comunemente riscontrabili nei rettili di cattura). In ogni caso, visto che molti tra i più comuni farmaci antiparassitari utilizzabili con sicurezza con cani e gatti possono invece provocare la morte, nel giro di un breve periodo, del geco, in caso di infestazione si consiglia la visita dal veterinario.

 

- Prolasso della cloaca e/o degli emipeni e prolasso intestinale 

A seguito di una costipazione si potrebbe verificare il prolasso della cloaca e di un tratto di intestino, che si manifesta con la presenza di una massa rossastra globosa, a volte doppia, che deborda dalla cloaca stessa. Dopo un accoppiamento potrebbe invece verificarsi il prolasso di un emipene (più piccolo rispetto alla cloaca), che rimane all’esterno della sua tasca, posizionata inferiormente alla base della coda, fuoriuscendo quindi dall’apertura cloacale.

In questi casi si consiglia di bagnare la parte prolassata, proteggerla con una garza umida e recarsi dal veterinario che, accertata la patologia, interverrà tempestivamente utilizzando impacchi di acqua fredda zuccherata, dopo aver disinfettato la parte con clorexidina diluita allo 0,2%, per riposizionare l’organo prolassato. Nel caso di costipazione gastrointestinale sarà indispensabile effettuare delle radiografie per decidere se affrontare un intervento chirurgico.

 

- Stomatiti 

La stomatite è un’infiammazione delle strutture presenti nel cavo orale generalmente causata da piccole ferite conseguenti a un’alimentazione, non adeguata, costituita da prede troppo grandi e chitinose o troppo piccole e molli, ma anche dovuta alla presenza, nel terrario di arredi taglienti e abrasivi. La terapia consiste nella pulizia della bocca, nella rimozione delle parti necrotiche e di eventuali denti e nella somministrazione di antibatterici.

 

- Ustioni 

Abbastanza frequenti e localizzate soprattutto nelle regioni dorsali e laterali, ma a volte anche ventrali, dell’animale, sono provocate dal contatto ravvicinato con una fonte elettrica emettente calore (lampade in vetroceramica o a infrarossi, faretti a luce concentrata ecc.). L'animale, infatti, durante la giornata tende a termoregolarsi passando del tempo in prossimità della fonte di calore, e se tale fonte non è sufficientemente protetta l’animale può scottarsi. Ustioni profonde o molto estese possono provocarne la morte.

In caso di ustione è consigliabile lavare subito la parte interessata con acqua tiepida e disinfettarla con una soluzione liquida a basa di clorexidina digluconato (allo 0,5%), quindi ricorrere alla cure del veterinario. Fondamentale è non applicare mai sulla scottatura polveri cicatrizzanti.

 

Gennaro Frascogna