Lampropeltis sp.

Questa è la prima scheda del nostro sito in cui non si parla di una specie ma bensì di un genere. Proprio per questo le informazioni che vi daremo saranno delle linee guida generali ma che potrebbero leggermente cambiare a seconda della specie da voi allevata.

Ordine: Squamata

Sottordine: Ofida

Famiglia: Colubridae

Origine e Classificazione: Il genere Lampropeltis è diffuso in gran parte del “nuovo mondo”. Possiamo ritrovare esemplari appartenenti a questo genere già a partire dalla parte meridionale del Canada, fino poi ad arrivare alla parte settentrionale dell’America latina. Il loro areale è estremamente esteso e la varietà di habitat in cui possiamo ritrovare quest’ofide è vastissima.

Nel mondo della terrariofilia ritroviamo numerosissime varianti del genere Lampropeltis, ma la classificazione ufficiale riconosce solo otto vere specie e quindi identifica tutte le altre come sottospecie:

  • Lampropeltis alterna
  • Lampropeltis calligaster: con tre sottospecie
  • Lampropeltis getulus: con sette sottospecie
  • Lampropeltis mexicana
  • Lampropeltis pyromelana: con quattro sottospecie
  • Lampropeltis ruthveni
  • Lampropeltis triangulum: la più comune, con venticinque sottospecie
  • Lampropeltis zonata: con sette sottospecie

Descrizione: La caratteristica principale del genere Lampropeltis è la gran varietà di colorazione di questi serpenti. L’origine del nome Lampropeltis si traduce appunto come “scudo splendente”. Tuttavia tra gli allevatori il nome più comune è di “falsi corallo” per la loro somiglianza con le specie appartenenti al genere Micrurus (Serpenti corallo) che, a differenza dei Lampropeltis, hanno a loro disposizione un veleno tossico che può essere anche letale per l'uomo.

Per quanto riguarda le dimensioni del genere Lampropeltis: possono variare a seconda della specie, ma sono mediamente serpenti di piccola taglia. Le dimensioni minime sono di circa 1m, mentre le massime possono raggiungere anche 1.80m.

Carattere e abitudini: Per la mia esperienza personale, i Lampropeltis sono serpenti abbastanza “timidi” e quasi per nulla aggressivi, con la sola eccezione dei L. getulus california che spesso sono propensi a mordere. Il carattere ovviamente può variare da un esemplare all’altro ma, se sono rispettati i parametri di mantenimento e se vengono maneggiati con una certa frequenza, non avrete alcun tipo di problema.

Una caratteristica comune a tutti gli esemplari di questa specie, favorita anche dalle piccole dimensioni e dall’anatomia di questi serpenti, è la loro attitudine nonché grande abilità nella fuga. Vi consiglio vivamente di controllare bene ogni piccola via d’uscita del terrario, compresi eventuali fori per far passare la serpentina riscaldante o la sonda del termostato, in quanto, anche in uno spazio all’apparenza minuscolo, il piccolo serpente potrebbe trovare il modo di uscire e ritrovarlo diventerebbe molto difficile.

C’è da dire anche che per quasi tutti gli ofidi è consigliato allevare un singolo esemplare per terrario, e per questo genere ancora di più visto che in natura si cibano di rettili, anfibi o altri serpenti. Ciò è consigliato sia per il miglior monitoraggio dell’esemplare, sia per il rischio di cannibalismo. Per quanto riguarda i Lampropeltis, ho sentito molte persone che sono riuscite a portare avanti delle convivenze per lungo tempo, anche con esemplari dello stesso sesso. Personalmente non ho mai provato, ma per chi ha problemi di spazio e vuole avere più esemplari potrebbe essere una soluzione, magari avendo un po’ più di attenzione, soprattutto nei primi periodi di convivenza e durante i pasti.

Alimentazione: I Lampropeltis si cibano per lo più di topi, bene se abituati sin da piccoli a mangiare cibo congelato, decisamente più facili da reperire e mantenere. Il pasto deve essere proporzionale alle dimensioni del serpente e non deve mai essere più largo del corpo del serpente per evitargli problemi. Il pasto deve essere servito mediamente ogni 5-7 giorni negli esemplari baby o sub-adulti, per poi passare anche ai 10-12 giorni negli adulti. E’ possibile anche somministrare 2-3 topi per pasto saltuariamente, ma senza esagerare. Nel caso in cui il vostro esemplare faccia i capricci per mangiare, provate a nutrirlo con il buio o magari spostandolo all'interno di un faunabox più piccolo dove ci saranno solo lui e il suo pasto.

E’ importante lasciare sempre a disposizione una ciotola con dell’acqua.

 

 

 

Terrario e Temperature: Per quanto riguarda le misure, viste le dimensioni non eccessive di questi serpenti, non dovrebbe essere un grosso problema. Per un adulto di 1.20m (che è una dimensione “media”, soprattutto per le specie più comuni) potremmo tranquillamente utilizzare un terrario di 80x40x40. Vi consiglio di riempire il terrario con qualche arredamento come rami e rocce e non deve assolutamente mancare un nascondiglio.

Per il mantenimento in un sistema rack potete tranquillamente utilizzare delle vasche di plastica, facilmente reperibili nei negozi di casalinghi, opportunamente forate per permettere il ricircolo dell'aria e arredate.

L’illuminazione, essendo animali attivi soprattutto di notte, è pressoché inutile.

Obbligatorio è invece un sistema di riscaldamento del terrario poiché la temperatura deve aggirarsi tra i 26°-27° di giorno e leggermente meno di notte. Vi consiglio sempre di mantenere una parte del terrario leggermente più “fredda” dove le temperature diurne siano intorno ai 23°-24°. Da mantenere relativamente costante anche il tasso d’umidità che dovrà aggirarsi tra il 50%-70%.

Per quanto riguarda il substrato abbiamo svariate possibilità, ognuna con dei pro e dei contro:

Carta di giornale/Carta assorbente: Comoda e veloce da pulire ma certamente non bella da vedere.

Torba: Alta capacità di assorbire gli odori e mantiene bene l’umidità, ma dovremmo ridurre di molto i cambi perché il procedimento è abbastanza lungo.

Trucioli di legno: E’ un buon compromesso tra i due substrati scritti su. Non brutti esteticamente e relativamente facili da cambiare. Personalmente li uso per quasi tutti i miei serpenti. Piccolo accorgimento: E’ bene servire il pasto sempre in una vaschetta pulita per evitare che i trucioli siano ingeriti rischiando di provocare un blocco intestinale e la seguente morte dell’animale.
Muta: Durante il periodo della muta i colori diventano opachi e sbiaditi e gli occhi si coprono di una “patina” grigio-bianco. Durante questo periodo l’animale subisce un forte stress, quindi è bene evitare di maneggiarlo. Inoltre durante questo periodo è preferibile evitare di somministrare il pasto perché potrebbe o rifiutarlo o rigurgitarlo. Per far sì che il serpente compia una muta completa da solo è consigliabile aumentare il tasso di umidità del terrario o vaporizzando più spesso o creando una tana umida. Personalmente metto della carta assorbente bagnata nella tana e devo dire che fin ora il metodo ha funzionato benissimo. E’ importante controllare che la muta sia andata a buon fine e non siano rimasti pezzi di pelle morta, soprattutto su occhi e coda. In caso contrario dovremmo rimediare asportandoli manualmente. Vi consiglio di lasciare l’animale in una vaschetta piena di acqua tiepida per una decina di minuti, per far bagnare la pelle morta e rendere più facile la rimozione, in seguito possiamo rimuoverla con le mani o aiutandoci con una pinzetta. Tutto il procedimento deve essere fatto con delicatezza per evitare di far male all’animale.

 

Accoppiamento: Il procedimento è abbastanza semplice. Dopo aver ben nutrito i 2 esemplari (la femmina deve raggiungere almeno i 250g per evitare complicazioni durante la riproduzione), si abbassa gradualmente la temperatura fino a 15°-17°. Gli esemplari dovranno essere mantenuti a queste temperature per un paio di mesi, durante i quali non vanno nutriti, ma va lasciata solo l’acqua a disposizione. Terminato il periodo di bruma, gli esemplari sono riportati gradualmente alle temperature ottimali e per le successive 2-3 settimane vanno nutriti regolarmente. Durante queste settimane la femmina aumenterà notevolmente le sue dimensioni e farà la muta. Dopo la terza muta la femmina avrà l'ovulazione ed è questo il momento di metterli insieme. E' tuttavia possibile anche tentare l'accoppiamento dopo la 1° muta e vedere se la femmina è già pronta all'accoppiamento. E' consigliabile inserire la femmina nel terrario del maschio, in quanto questi ultimi sono territoriali, ma è possibile anche tentare il contrario se abbiamo a che fare con esemplari molto timidi.

Una volta messi insieme i due esemplari, se entrambi sono pronti all'accoppiamento, inizierà il rituale di corteggiamento: il maschio sovrasta la femmina dando espressione della sua forza e la stimola tentando di intrecciarsi. La femmina è molto passiva in questa fase, si limiterà a dare il "via libera" al maschio alzando la coda o al massimo a dei movimenti a scatto. ATTENZIONE: è bene seguire con attenzione questo rituale in quanto, nel caso in cui uno dei due esemplari non fosse pronto, c'è il rischio che uno dei due attacchi l'altro. Non è obbligatorio che i due esemplari si attacchino appena messi a contatto, ma questo può succedere anche dopo un bel pò di tempo nel caso in cui uno dei due esemplari rifiutasse l'accoppiamento. Personalmente mi è capitato che il maschio, dopo numerosi tentativi respinti dalla femmina, dopo aver perso la pazienza, gli rifilasse qualche bel morso. In questo caso ovviamente è necessario separare i due animali per mantenere la loro incolumità.

Se tutto va per il verso giusto, i due si accoppieranno avvolgendosi l’uno all’altro e mettendo a contatto le due cloache. A volte è ben visibile l'emipene del maschio all'interno della cloaca femminile. Durante questo periodo, CHE PUO' DURARE ANCHE DELLE ORE, gli amanti sono molto statici e si limitano solo a leggeri moventi o piccoli scatti. E' assolutamente sconsigliato staccare i due esemplari in quanto, oltre al rischio di lesionare i loro organi genitali, c'è la quasi certezza che l'accoppiamento fallisca in quanto il maschio si stacca dalla femmina solo successivamente all'eiaculazione. Al termine di questo rito vanno separati di nuovo. Per le successive 4 settimane la femmina incrementa ancora di più le sue dimensioni fino ad effettuare una nuova muta. Dal momento della muta, tra l-2 settimane, saranno deposte le uova. E’ necessario ricreare una tana umida, con torba, carta assorbente umida o fibra di cocco, dove la femmina possa deporre. Dopo la deposizione è necessario levare le uova dal terrario e spostarle in un’incubatrice con una temperatura tra i 27°-29°, dove rimarranno in una vaschetta, immerse per metà nella vermiculite umida fino alla schiusa. ATTENZIONE a non rovesciare le uova rispetto alla posizione in cui sono stare deposte perché questo potrebbe causare la morte dell’embrione.

Potrebbe capitare che non tutte le uova siano fertili, ma questo si nota facilmente ad occhio nudo in quanto le uova non fertili (chiamate Slug) sono di colore giallastro, risultano viscide e molli e a volte sono più piccole, al contrario delle uova fertili che saranno di un bel bianco acceso e risultano sode al tatto. E' necessario separare gli slug dal gruppo e vi consiglio di metterli comunque in incubatrice per evitare di buttare uova fertili, ma lontani dalle altre uova buone. Se non sono fertili dopo qualche tempo gli slug si sgonfieranno e inizieranno a fare la muffa, e questo il momento in cui dovete buttarli.

Un modo ancora più sicuro per verificare la fertilità delle uova è la Speratura. Come mostrato in foto avvicinerete una lampadina all'uovo e se si vedranno dei filamenti rossi (vasi sanguigni) allora l'uovo sarà fertile. Nel caso in cui l'uovo risulti tutto giallo/biancastro e con assenza di filamenti è quasi sicuramente uno slug.

 

 

 

Cura dei piccoli: Dopo circa 55 giorni dalla deposizione si schiuderanno le uova e usciranno i piccoli. Non forzateli ad uscire dall'uovo anche se vedete che è stato rotto in quanto potrebbe darsi che ancora non sia stato assorbito il sacco vitellino e rischiereste di compromettere la salute del neonato o addirittura portarlo alla morte. Consigliabile posizionarli separatamente in piccoli faunabox con un arredamento minimale per controllare meglio i neonati. Dopo circa 10 giorni dalla nascita i piccoli faranno la loro prima muta e da quel momento in poi inizieranno a nutrirsi con pinky di topo.

Spesso i piccoli non si ciberanno immediatamente ma ci sarà bisogno di dargli qualche stimolo:

1- è consigliabile maneggiarli il meno possibile per evitare stress e provare a farli mangiare con il buio.

2- nel caso in cui il piccolo rifiutasse il cibo provate a metterlo in una vaschetta molto piccola (ideale quella dove vengono vendute solitamente le camole del miele) in compagnia del pinky e lasciatelo li per almeno un'oretta.

3- se anche il 2° tentativo non è andato a buon fine fate la stessa operazione però bucando il cranio del pinky con uno spillo e spremendolo leggermente. In questo modo farete uscire un po di materia celebrale, il cui odore attirerà il neonato.

4- provate con un pinky vivo.

5- provate tutte e 4 le situazioni precedenti usando dei pinky di Topo mucca.

6- se nessuna delle prove è andata a buon fine dovrete passare all'alimentazione forzata. ATTENZIONE i piccoli appena nati possono sopravvivere anche un mese senza cibarsi quindi non allarmatevi e provate con calma a farli mangiare da soli prima di alimentarli forzatamente

 

 
   

Valerio Elefante