Eublepharis macularius (Geco Leopardo o Leopardino)

Classe: Reptilia

Ordine: Squamata

Famiglia: Gekkonidi

Sottofamiglia: Eublepharinae

Genere: Eublepharis

Origine: È diffuso negli ambienti aridi, semidesertici e rocciosi, fino a 2000m di altitudine sul livello del mare, dell’Afghanistan, dell’India nord-occidentale e del Pakistan.

 

Descrizione 

Ha palpebre mobili e dita allungate,  prive di lamelle adesive sottodigitali ma fornite di robuste unghie. La livrea ancestrale dell’adulto ha un colore di fondo giallo chiaro e numerose macchie nerastre su tutta la parte dorsale; ventralmente la cute è bianca e lascia trasparire la sagoma degli organi interni più scuri, come il fegato. I giovani hanno bande scure sul corpo e biancastre e nere sulla coda, sempre su un colore di base giallo. La coda è molto voluminosa, in quanto viene utilizzata come riserva di grasso (una coda grassa è indice del buono stato di nutrizione e di salute di questo rettile asiatico). Alla nascita è lungo circa 6-8cm e pesa circa 3g, per poi raggiungere nell’arco di nove-diciotto mesi la taglia da adulto con una lunghezza totale di 20cm circa, e un peso da 40g a circa 100g.

 

Dimorfismo sessuale  

I sessi sono riconoscibili già a un mese dalla nascita ricercando, magari con l'aiuto di una lente di ingrandimento, i pori perianali. Questi sono disposti a “V” nei maschi e non sono presenti nelle femmine. I soggetti adulti di sesso maschile, oltre agli evidenti pori perianali e agli emipeni disposti inferiormente alla base della coda, hanno una corporatura più massiccia e testa e collo più larghi rispetto alle femmine.

 

Mantenimento in cattività 

Può essere allevato in terrari biotopo di tipo arido sviluppati orizzontalmente. L'arredamento può essere costituito da rocce e sassi disposti in terrazze, ben ancorati tra loro per evitare pericolosi crolli, e piante succulente senza spine. Per ospitare un piccolo harem si consigliano misure della teca non inferiori a 100x60x50h cm per allestire un terrario biotopo.

Può essere allevato anche in terrari di tipo semisterile con arredamento spartano e carta assorbente o giornale come fondo. E' possibile l'allevamento in piccoli gruppi costituiti da un maschio e due o tre femmine, ma per la nostra personale esperienza consigliamo un allevamento di un singolo esemplare per vasca, sopratutto nel caso in cui si abbiano molti esemplari, per tenere meglio sotto controllo ogni singolo esemplare (nel caso di giovani, per evitare lotte continue e fenomeni di cannibalismo). Per l'allevamento di molti esemplari si consiglia l'utilizzo di vasche di almeno 60x40x20 cm per un vano da inserire in una struttura multipla di tipo “rack system”. Sempre necessaria è la presenza di tane-rifugio alcune delle quali riempite con vermiculite o terriccio umido per favorire la muta, molto frequente nei giovani, in modo da evitare di sottoporre gli animali a uno stress eccessivo. Necessaria inoltre la presenza di ciotola per l’acqua e per il cibo. Le temperature di allevamento ideali variano tra i 20 °C di notte e dai 26 ai 31 °C di giorno, con un tasso di umidità oscillante tra il 40 e il 50%. L’illuminazione non deve essere particolarmente forte, ma piuttosto attenuata e soffusa per diedi-dodici ore al giorno, a seconda della stagione, mentre l’uso di fonti emittenti ultravioletti , almeno al 2%, è ancora motivo di discussione tra i terrariofili favorevoli e quelli contrari. Personalmente noi di Zoodia alleviamo senza utilizzare alcuna fonte Uvb, tranne in alcuni casi in cui (accade sopratutto in esemplari baby) si manifesta una leggera mancanza di calcio (arti molli o articolazioni con movimenti innaturali).

 

Alimentazione 

Deve essere a base di almeno quattro o cinque tipi di insetti diversi e di dimensione adeguata all’animale come grilli, tarme della farina, kaimani, larve del miele o della cera (in piccole quantità), blatte tropicali, altri invertebrati sia industriali sia selvatici e per chi volesse è possibile dar lor un topino neonato, per gli adulti, una volta al mese.

Muta

L'unico argomento delicato dell'allevamento ai Gechi leopardini. Oltre a consigliarvi, come detto in precedenza, l'uso di una tana umida da tenere sempre nel terrario, vi consiglio di prestare molta attenzione che la muta sia stata fatta al 100% in quanto una muta mal fatta potrebbe causare infezioni o altre complicazioni al piccolo animale. Spesso restano dei piccoli pezzi di muta (occhi, dita, coda) che è necessario asportare. E' necessario inumidire la pelle vecchia con un poco di acqua tiepida e di rimuoverla con una pinzetta. Fate molta attenzione a non ferire l'animale durante questa operazione e siate quanto più delicati possibile.

 

 

Riproduzione

Quando i gechi leopardo, in buona salute e ben adattati alla cattività, raggiungono almeno 45-50g di peso si può tentare la riproduzione. Vi consigliamo di iniziare, possibilmente, sottoponendo i riproduttori ad un periodo di brumazione di quattro-otto settimane (a novembre-dicembre-gennaio), durante il quale gli animali generalmente non si alimentano, con temperature oscillanti tra i 15° C notturni e i 18-20° C diurni e illuminazione per otto o nove ore al giorno. Dopo tale periodo, appena riportate gradualmente le temperature ai normali livelli di allevamento, dopo un periodo di riabilitazione durante il quale alimenteremo molto gli animali, se messi a contatto esemplari di sesso diverso i gechi si accoppieranno. Le femmine deporranno le prime due uova allungate e voluminose (lunghe 30-35 mm) dopo due-otto settimane, e potranno quindi deporre fino a ottobre ogni venti-sessanta giorni (da 2 a anche 10 volte). Le femmine all’inizio e alla fine della loro carriera riproduttiva, depongono poche uova. Le uova andranno poi messe negli appositi contenitori di incubazione con vermiculite umida e trasferite in incubatrice, dove i piccoli schiuderanno dopo sei-dodici settimane. IMPORTANTISSIMO non rovesciare le uova durante lo spostamento in quanto potrebbe portare alla morte dell'embrione. Le temperature di incubazione, nelle prime due settimane, intorno ai 27-29° C faranno nascere solo femmine, mentre intorno ai 32-33° C faranno nascere solo maschi (sempre con l’umidità del 60%); temperature intermedie, intorno ai 29,5 °C, favoriranno la nascita, in percentuali simili, di maschi e femmine.

 

Cura dei piccoli

Subito dopo la schiusa, i piccoli vanno posti in faunabox personali, con un arredamento semplice ma efficace: carta assorbente come fondo e un vaschetta per acqua e cibo. I piccoli sono molto deboli in questo periodo ed è quindi opportuno mantenere un terrario “sterile” per evitare infezioni.

E' bene evitare di tenere i neonati insieme tra loro, per evitare lotte per il cibo e competizioni di alcun tipo che potrebbero stressare troppo gli esemplari più deboli.

I piccoli non si ciberanno appena usciti dalle uova, ma dopo qualche giorno. Ovviamente andranno nutriti con piccoli insetti, come blatte, tarme delle farina e grilli appena nati.

 

Malattie e Patologie

Per documentarvi sulle patologie del Eublepharis macularius e/o di altri sauri cliccate QUI.

   

Gennaro Frascogna e Valerio Elefante