Chromobotia macracanthus (Botia pagliaccio)
|
Ordine: Cypriniformes Famiglia: Cobitidae Origine: Pesce che popola fiumi e torrenti del Borneo e di Sumatra.
|
||
|
Descrizione: Il nome della specie deriva dalla spina posta sotto l’occhio. Il corpo è caratterizzato da ventre diritto e dorso leggermente ricurvo. La testa è abbastanza grossa con bocca rivolta verso il basso e munita di barbigli. Le pinne non sono molto sviluppate, ad eccezione della caudale. La colorazione di base è gialla-arancio con tra bande cuneiformi nere che solcano il corpo. Le pinne ventrali, pettorali e la caudale sono di un rosso-arancio, la dorsale e l’anale sono giallo fasciate di nero. Si tratta di un pesce molto longevo (può vivere per più di 40 anni!) e che in natura può raggiungere i 30 cm di lunghezza.
|
![]() |
|
|
Alimentazione: Ha la fama di mangiatore di lumache infestanti, anche se la sua dieta è molto più varia. Si ciba preferibilmente di detriti, Tubifex e mangime in scaglie, si consiglia di integrare tale dieta con mangimi vegetali come il cibo in compresse per pesci da fondo. |
||
|
Comportamento e mantenimento: I botia pagliaccio (Chromobotia macracanthus) sono pesci altamente sociali e devono essere tenuti in piccoli gruppi (minimo 5 esemplari). Per garantire al nostro gruppo di botia una crescita sana, il filtraggio della vasca deve essere di 300 litri con filtrazione potente e frequenti cambi d’acqua. Il fondo della vasca deve essere morbido, la vegetazione abbondante e inoltre consiglio posizionare radici per riparare i nostri amici dalla luce troppo intensa. La temperatura va tenuta tra i 22 e i 26 C. Ama scavare nel fondo e tale abitudine potrebbe causare problemi di tipo estetico all’acquario.
|
![]() |
|
![]() |
Riproduzione: Non si conoscono le condizioni per riprodurre tale specie in cattività. |
|
|
Andrea Senese |
||