Apteronotus albifrons

Ordine: Gymnotiformes

 

Famiglia:  Apteronotidae

 

Origine: Pesce diffuso in Amazzonia, Rio Paraguay e fiumi del Perù, Ecuador, Venezuela e Guyana.

 

Descrizione: Questa particolare specie è caratterizzata da un debole organo elettrico situato presso il peduncolo caudale, che ha l’utilità di individuare il cibo e che compensa la sua scarsa vista. Si tratta di una specie notturna che può raggiungere i 50 cm in natura, in acquario arriva a dimensioni più ridotte.

Il corpo è molto appiattito sui fianchi e slanciato con testa grande. La pinna anale è molto sviluppata e si estende per tutta la parte inferiore del corpo, mentre la caudale è ridotta e le pinne ventrali sono addirittura assenti. Il colore della livrea è interamente nero-bluastra ad eccezione di una fascia bianca presente sul pendutolo caudale e sulla pinna anale. 

Alimentazione: E' una specie cacciatrice che non presenta particolari difficoltà alimentari adattandosi a mangiare di tutto. I giovani mangiano anche mangime secco, mentre gli esemplari di taglia maggiore ai 15 centimetri devono essere alimentati con carne tagliuzzata, Tubifex e pesciolini vivi.

 

Comportamento e mantenimento: Il moto natatorio indietreggiante di questo pesce è dovuto al solo movimento della pinna anale. Non è molto aggressivo anche se può mordere gli esemplari della stessa specie. Si consiglia di tenerlo in una vasca con capienza superiore agli 80 litri, con folta vegetazione e ripari con rocce e radici (non sopporta la luce forte) e fondale sabbioso. Va messo in vasche con pesci di taglia uguale o superiore. L’illuminazione, come accennato, deve essere attenuata e la temperatura dell’acqua va tenuta tra i 23 e i 28 C, con pH neutro o leggermente acido e durezza di 10 Dgh. Bisogna garantire un buon filtraggio per evitare la formazione di detriti.

Riproduzione: La femmina depone le uova vicino all’apertura di aspirazione di un filtro su un tubo. La schiusa avviene dopo 60-90 ore.

Gli avannotti, una volta esaurito il nutrimento del sacco vitellino, vanno nutriti con naupli di artemia.

Andrea Senese